Favola: “Una Parola Vera”

Ho avuto il permesso di pubblicare la favola che ha ispirato l’incontro sulla Pubblicità di Dio. Questo racconto è stato scritto da Lauretta ed è inserito nelle favole del libro "Fiori di Mirtillo"… leggetelo, riflettete pensando ad un ragazzo di 13 anni che ha capito il vero significato della "Parola" e si è abbandonato a Dio con molta serenità!

 

UNA PAROLA VERA

 

A Giupy

 

Un giorno, Dio , inviò una Parola sulla terra. Era una Parola vera perché Dio pronuncia solo parole vere. Tradotta nella nostra lingua, voleva dire: “Ti amo, di amore eterno”.

Giunta a destinazione, la Parola vera si domandò:

«Come farò, per farmi ascoltare?».

Gironzolando qua e là, si accorse che gli uomini, per essere ascoltati, utilizzavano vari mezzi:  i "media", come li chiamavano. La Parola vera si lasciò trasportare dalle onde elettromagnetiche… e si ritrovò nel caos più completo. Voci umane, suoni, rumori, la investirono: la parola vera cercava di farsi strada in mezzo a tutta quella confusione, ma le notizie "importanti" della politica, i fattacci di cronaca nera, le canzonette, i quiz la urtavano in malo modo, la scavalcavano, la invitavano a farsi da parte senza tanti complimenti. Spaventata, stordita e confusa la parola vera pensò di introdursi nella redazione di un giornale.

"I giornalisti — pensò — hanno bisogno di calma e di silenzio per scrivere i loro articoli, di sicuro mi ascolteranno".

Ignorava, la poveretta, la frenesia che regna nella redazione di un giornale, soprattutto quando si sta per "chiudere". Fortunatamente, scovò in un angolino un giornalista alle prime armi che stava costruendo una barchetta di carta perché non aveva niente da fare. La Parola vera si posò su un foglio bianco, il giornalista la vide e incominciò a scrivere il suo articolo. All’improvviso, qualcuno urlò:

— Ci serve un pezzo subito! È rimasto un vuoto nella penultima pagina!

Era arrivato il grande momento per il giovane giornalista e per la Parola vera! Il pezzo era già nelle mani del caporedattore quando squillò il telefono: la nota attrice Amaranta Vanesia stava per cambiare marito per la quinta volta. Ecco la notizia che ci voleva per completare il giornale. La Parola vera uscì dalla redazione e girovagò per le strade affollate, in mezzo al traffico caotico. Salì su un autobus gremito: i viaggiatori stavano tutti in silenzio.

"Mi ascolteranno!", si disse fiduciosa e pronunciò quello che era venuta a dire. Ma le persone, che pur stavano in silenzio, non la udirono. Perché non bastano gli orecchi, per ascoltare. Scesa dall’autobus, stava ormai pensando di tornare da dove era venuta quando vide, dietro i vetri semi bui di una delle tante finestre di un grande ospedale, un ragazzo, sfinito dal male e dalle terapie. Aveva suppergiù tredici anni. All’improvviso disse che voleva alzarsi. Si mise in piedi, il viso appoggiato contro il petto della mamma alla quale chiese:

— Mettimi le mani sugli orecchi, stringimeli bene, per favore.

La Parola vera entrò nella stanza. Trovò chiusi gli orecchi esteriori e aperti quelli del cuore. E là, nel profondo del cuore di quel ragazzo la parola vera depositò il suo messaggio. Il ragazzo era sempre in piedi, ritto come un soldatino che riceve gli ordini del suo superiore. Ascoltò e poi disse:

— Amen.

Quindi si coricò e chiuse gli occhi, per sempre.

La Parola vera rimase là, sulle sue labbra mute. Ma, per chi seppe ascoltarla, mai parola ebbe tuonato tanto.

La Pubblicità di Dio

Ieri al gruppo dei miei Ado è venuta a trovarci Lauretta.
Lauretta vive a Roma, dove svolge servizio di volontariato a favore di bambini affetti da tumore. E’ un’apprezzata autrice di favole che ha pubblicato «Il bosco dei lillà», «Latte e miele» e altri libri di favole che sono nate dall’esperienza con i bambini in ospedale; sono favole dal sapore antico ma che agli adulti comunicano un messaggio forte e profondo.
Ieri ci ha raccontato la favola che gli è stata ispirata da Giupy, morto tre anni fa, che aveva accettato la sua malattia e il suo destino leggendo il «Il bosco dei lillà».
La favola è un po’ lunghetta, poi ieri mi sono dimenticato di chiedere a Lauretta se potevo pubblicarla su un blog, se riuscirò a sentirla e mi darà il permesso la pubblicherò in un futuro intervento.
Ma vieniamo al perchè del titolo di questo intervento: il perchè è molto semplice e dato che nella favola si parlava della Parola Vera scesa sulla terra per farsi ascoltare ma sempre accantonata da tutti quelli che si presentava, soprattutto sommarsa dal caos dei "Media", Lauretta ha proposto un "gioco" che consisteva di prendere delle riviste, guardare la pubblicità e sciegliere le parole di una pubblicità che potessero accostare la parola "Dio" al posto di quella del prodotto. Un esempio per far capire meglio: "Che mondo sarebbe senza Nutella" diventa "Che mondo sarebbe senza Dio"!!!
Non sapete quante ne sono state trovate, abbiamo fatto due cartelloni pieni!!!
Credo che ogni tanto capiterà che uno dei ragazzi (anche io)  guardando una pubblicità penserà magari al racconto e sostituirà il prodotto con Dio ricordansosi così un po’ più spesso di Lui.
Provate a farlo quando vi capita un giornale, una rivista, un popup (siamo nell’era di internet) sotto gli occhi!
E non mi resta che chiudere con: "Buona Pubblicità a tutti!!!"

Tobia e l’Angelo Custode

Chi non conosce la storia di Tobi e Tobia personaggi della Bibbia?
Vedo molte mani alzarsi, quindi faccio un rapido riassunto della loro storia:
"Stranieri in una terra che non li vedeva di buon occhio, continuavano a lodare il loro Dio nonostante le difficoltà e il rischio di venire uccisi per la loro religione. Tobi rimane accecato e manda suo figlio in un lungo viaggio e Dio ascolta la preghiera di Tobi e gli manda un Angelo come compagno di viaggio per suo figlio Tobia. L’Angelo Raffaele sarà consigliere e guida per Tobia lungo il suo viaggio che lo porterà a conoscere Sara, che sposerà dopo che lei aveva avuto sette mariti morti la prima notte di nozze per colpa di un demone, fino al ritorno a casa dove guarirà il padre ridonandogli la vista, tutto sempre seguendo le indicazioni di Raffaele."
Questo libro della Bibbia è molto bello e ricco di significati e ci indica che Dio mette al nostro fianco un Angelo: l’Angelo Custode (infatti possiamo considerare Raffaele il primo angelo Custode della storia)!
Il consiglio che ho dato ai miei ragazzi è quello di pensare ad un nome da dare al loro Angelo Custode (suggerimento che a mia volta fu dato dalla madre superiora delle suore di Madre Teresa di Milano molti anni fa).
In questo modo sarà come avere una persona "vera" al loro/nostro fianco, con cui spesso ci possiamo consiglirare, attraverso la preghiera,  per farci indicare qual’è la strada migliore da seguire.

TAV Torino-Lione

L’Associazione Antichi Passi di Avigliana mi chiede di diffondere questa notizia.
Ricordo che l’Associazione Antichi Passi è strettamente collegata al Parco dei Laghi di Avigliana e si occupa di tutela e valorizzazione di varietà antiche e razze in estinzione in Piemonte.
Scrivo queste poche righe con l’unica intenzione di portare a conoscenza una situazione che la maggior parte dei media cerca di tener nascosta.
Da diversi anni è in corso in ValSusa una manovra di resistenza organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV).
Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che "gli passa il treno sotto casa".
Nella manifestazione di giugno c’erano 30000 persone (in tutta la Val Susa ci sono 50000 abitanti).
Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:

1) La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già una linea ferroviaria sotto-utilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.

2) La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio in termini di
tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.

3) Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno montano non la rende possibile.

4) L’amianto sotto al Musinè c’e’ veramente (è già ampiamente dimostrato), e nei progetti non c’è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell’amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della Val Susa verrebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo dall’inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio è di 9 mesi.

5) Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l’opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.

6) Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in attivo, della tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al giorno.
Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli
unici soldi su cui si regge l’opera sono i finanziamenti europei.

7) Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro Lunardi questo documento diverrebbe troppo lungo. Dico solo che l’appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di euro) è stato vinto da una ditta francese che l’ha subappaltato alla francese RockSoil, di proprietà del figlio e della moglie.

Forse ora è più chiaro e motivato perchè nelle proteste dei Valsusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza.
Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante quanto riferito dai media). L’unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati.
Lunedì 1 novembre ho partecipato al blocco dei lavori a Mompantero: in 500 persone (saremmo stati molti di più, ma alla maggior parte delle persone è stato impedito di raggiungere i luoghi della protesta, militarizzando Susa) abbiamo bloccato senza alcuna violenza per un giorno intero 1200 demotivati esponenti delle forze dell’ordine. La notizia che i siti siano poi stati presi in possesso dalle forze dell’ordine in nottata (quando non c’era più nessuno ad opporsi e verificare) sembrerebbe falsa, alcune persone hanno verificato il giorno successivo che i siti erano ancora sgombri.

La questione NoTAV non è una questione di sinistra o destra: l’opposizione è trasversale, ed ogni persona di buon senso che sia informata sul problema non ha difficoltà a capire le nostre ragioni.
Il problema è che la voce dei NoTav viene puntualmente soffocata dai media, per la grande quantità dei finanziamenti europei in gioco. Personalmente penso che anche i più accesi interessati questo lo sappiano benissimo, e dell’opera non gli importi proprio nulla. L’unica loro preoccupazione è farsi rigirare nelle loro casse i soldoni europei.
Non chiedo a chi legge questo messaggio di crederci ciecamente, ovviamente può essere inteso come propaganda di parte, ma di informarsi anche dal altre fonti indipendenti.
Purtroppo il quotidiano La Stampa ed il telegiornale regionale di Rai 3 sono le fonti di informazione che si sono rivelati più corrotti e di parte, non solo nei commenti alle notizie ma anche nel continuo riportare notizie false.
Qualche anno fa è venuta una  troupe di Report diversi giorni in valle a fare un servizio sul problema. Risultato: il servizio non è mai andato in onda ed il giornalista è stato quasi licenziato.
Il mio intento non è solo di convincervi sulle nostre ragioni, ma prevalentemente di informarvi. Se credete che le informazioni di questo messaggio siano false, vi invito a verificarle. Penso che poi la convinzione venga da sola.

Storia con morale

Paolo, con la faccia triste e abbattuta, si ritrovò con la sua amica Carla in un bar per prendere un caffè.
Depresso, caricò su di lei tutte le sue preoccupazioni… e il lavoro… e i soldi… e i rapporti con la sua ragazza…e la sua vocazione!…
Tutto sembrava andar male nella sua vita.
Carla introdusse la mano nella borsa, prese un biglietto da 50 EURO e gli disse:
– Vuoi questo biglietto?
Paolo, un po’ confuso, all’inizio le rispose:
– Certo Carla… sono 50 EURO, chi non li vorrebbe?
Allora Carla prese il biglietto in una mano, lo strinse forte fino a farlo diventare una piccola pallina.
Mostrando la pallina accartocciata a Paolo, gli chiese un’altra volta:
– E adesso, lo vuoi ancora?
– Carla, non so cosa intendi con questo, però continuano ad essere 50 EURO. Certo che lo prenderò anche così, se me lo dai.
Carla spiegò il biglietto, lo gettò al suolo e lo stropicciò ulteriormente con il piede, riprendendolo quindi sporco e segnato.
– Continui a volerlo?
– Ascolta Carla, continuo a non capire dove vuoi arrivare, rimane comunque un biglietto da 50 EURO, e finchè non lo rompi, conserva il suo valore….
– Paolo, devi sapere che anche se a volte qualcosa non esce come vuoi, anche se la vita ti piega o ti accartoccia, continui a essere tanto importante come lo sei stato sempre…
Quello che devi chiederti è quanto vali in realtà, e non quanto puoi essere abbattuto in un particolare momento.

Patron Lori: “Niente vertigini”

Oggi lasciatemi fare il tifoso!
Incollo l’intervista post-partita (Mantova-Brescia 1-0) del presidente del Mantova Lori.
In mezzo al calcio dei soldi sono orgoglioso di aver tifato sempre (anche quando era in C2) e di tifare una squadra che fa gruppo, dove non ci sono stranieri e che ha superato alcuni record della serie B e le parole dette dopo l’ennesima gioia dimostrano che il gruppo vale più dei singoli, magari pagati milioni di euro.
Speriamo che il sogno continui!
 
Vertigini no – commenta il presidente – ma 34 punti ad un terzo del cammino è record, questo sì, per la serie B. Ci vuole anche un pizzico di fortuna ma la fortuna aiuta gli audaci. Il gol di Graziani poi è stato una perla su grande assist di Sommese. Il campionato è ancora lungo e non dobbiamo fare conti, siamo vicini alla salvezza… quello sì. Bene il Brescia ma dopo il gol si è un po’ spento; rimane fra le papabili per il salto in A. Dispiace perdere alcune pedine importanti per squalifica ma ritengo che la nostra forza rimane il gruppo: abbiamo una panchina all’altezza”.