2 meditazioni

Il perdono:
"Gesù ci ha insegnato a perdonare fino a settanta volte sette, cioè sempre; il perdono predicato da Gesù è un messaggio sconvol­gente, difficile da capire per la mentalità del nostro tempo. Gesù, per rendere più chiaro e incisivo questo annuncio, sul Calvario ha per­donato chi lo crocifiggeva. Sul suo esempio anche noi dobbiamo perdonare tutti, divenen­do in questo modo autentici testimoni della misericordia di Dio. Tuttavia, perdonare non è facile, perché ri­chiede convinzione interiore; non è soltanto un bel gesto esteriore, ma è la più stupenda «pre­dica» che si possa fare. E, poi, il perdono atti­ra perdono, poiché ci ricorda che tutti possia­mo sbagliare, e tutti, capito lo sbaglio e pentiti, abbiamo diritto a essere perdonati. II perdono, in definitiva, ci rimette in carreggiata, ci rida un’opportunità nuova per ricominciare a vive­re senza essere oppressi dal rimorso."
 
La pazienza:
"Dio ha i suoi tempi, che non sono certamente i nostri; egli ci chiede di vegliare e attendere con le lampade accese, per essere trovati degni di en­trare nel suo Regno. Oggi non siamo più capa­ci di aspettare: si vuole tutto e subito. Non si è più pazienti e non si rispettano i tempi delle cose che ci circondano: la natura è stravolta a proprio uso e consumo, i rapporti umani sono carichi di frenesia e di tensione.Il desiderio dell’attesa, pertanto, in quanto comporta riflessione e preparazione, è soffo­cato. Tuttavia, la nostra vita di fede vive sotto il segno dell’attesa; approfittiamo allora del tempo che Dio ci dona non per vivere alla giornata, ma per prepararci degnamente al­l’incontro con Gesù."

Il più bel “silenzio” non fu mai scritto

Il silenzio nella coppia sembra essere il sintomo di una relazione giunta a capolinea ma c’è silenzio e silenzio. Oltre al silenzio carico di ostilità e di indifferenza c’è, per esempio, il silenzio pieno di ammirazione o carico di passione. Sembra dunque che il silenzio nella coppia non sia solo un sintomo preoccupante. Tra le coppie silenziose spicca quella di Maria e Giuseppe, che mai, stando alla testimonianza dei vangeli, si rivolgono direttamente la parola. E tuttavia, questo fatto curioso lascia intuire un tipo di silenzio spesso sconosciuto e comunque raro nella vita di coppia. C’è dunque un segreto che Maria e Giuseppe lasciano trapelare. Il segreto è che l’intesa di coppia non si regge sulle sole parole e gesti che ci si scambia, ma necessità anche e soprattutto del silenzio. In ogni linguaggio il silenzio tra le parole è condizione che permette di comprendere il discorso. Giuseppe e Maria, in modo del tutto speciale fino a sembrar strano, ricordano che il silenzio è il grembo in cui cresce l’intesa di coppia. I silenzi di Maria e Giuseppe non sono vuoti. Quello di Giuseppe è raggiunto da messaggi divini che illuminano le sue scelte, come si legge nel Vangelo di Matteo: Gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Il silenzio di Maria è ricco di pensieri interiori che le sorgono meditando su ciò che avviene nella sua vita personale e familiare: Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Entrambi vivono il silenzio non come spazio in cui rinchiudersi, non come un muro alzato contro l’intromettersi dell’altro ma come tempo della relazione con Dio. La relazione con Dio, che potremmo chiamare preghiera, sta alla radice dell’impresa di coppia. Ad essa si deve il realizzarsi del loro sogno originario di divenir una cosa sola.