siamo tutti un po’ feriti

Un venditore d’acqua ogni mattina si recava al fiume, riempiva i suoi duo otri e ritornava in città per distribuire l’acqua ai suoi clienti.
Uno dei due otri perdeva un po’ d’acqua; l’altro, nuovissimo, faceva guadagnare più soldi.
Il povero otre rotto si sentiva inferiore. Così, un mattino, si confidò con il suo padrone:"Tu sai – gli disse –  che io sono cosciente dei miei limiti. Tu perdi soldi a causa mia perché, quando arriviamo in città, sono pieno solo a metà. Perdona la mia debolezza."
L’indomani, sulla strada verso il fiume, il padrone disse all’otre: "Guarda ai bordi della strada." "E’ carino, è pieno di fiori", rispose l’otre. Replicò il padrone:"E’ grazie a te. Sei tu che ogni mattina innaffi il lato della strada! Ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada e tu, senza saperlo, li hai innaffiati ogni giorno… Non dimenticarlo mai: siamo tutti un po’ feriti, ma Dio, se noi glielo chiediamo, sa fare meraviglie delle nostre debolezze."
(Luc Lafluer)
 
Abbiamo paura di soffrire, e spesso, la domanda "Perchè proprio a me?" la rivolgiamo a Dio. Magari non ci ricordiamo mai di lui nella gioia e nella felicità ma basta poco per ricordarselo nel momento del dolore e della sofferenza. Sofferenza che resta un mistero che la fede però dà la forza per combatterla e, soprattutto, la pace interiore per superarla.
Giovanni Paolo II diceva di "non avere paura di diventare santi" e senza soffrire, cioè superare gli ostacoli, non si diventa santi.
Dedico questo pensiero a due "nuove amiche virtuali" una nella "sofferenza" l’altra nella "gioia"… sperando che una superi il dolore ritrovando la gioia e l’altra con la gioia vinca sempre la sofferenza…