Ricordo di Padre Ezio

Salve a tutti i lettori.
Una settimana fa è scomporso un sacerdote di 38 anni colpito da tumore alcuni anni fa.
Mi è stato chiesto di scriverne un ricordo e ho deciso di pubblicarlo anche qui.

 

Quando mi è stato chiesto di scrivere un ricordo su Padre Ezio mi sono venuti alla mente alcuni episodi nel periodo che è stato coadiutore del nostro oratorio, però, ripensandoli nell’ottica di quello che è successo, ne voglio raccontare uno e immaginarlo come un “disegno” di Dio sulla sua vita.

Era il 2001 e dopo il Gr.Est. avevamo deciso di portare gli adolescenti a Maderno sul lago di Garda. Qui è stata costruita, a una cinquantina di metri da riva, una piattaforma per i tuffi con ripiani a diversi livelli, dal metro fino a oltre 5 metri circa d’altezza. Tutti salivamo la scaletta per poi decidere da quale altezza lanciarsi; la prima cosa naturalmente era ambientarsi e quindi partire dalla piattaforma più bassa. Dopo alcuni tuffi qualcuno si è lanciato da quello più alto, sinceramente era un bel salto nel vuoto per chi non aveva dimestichezza con i tuffi e, infatti, alcuni sono rimasti diversi minuti sulla piattaforma in attesa dell’ispirazione, o del coraggio, per lanciarsi verso l’acqua. Ad un certo punto sale Ezio con il suo sorriso e la sua tranquillità e ci dice: “Ora mi tuffo io!” e in men che non si dica si è lanciato. Il tuffo sinceramente non era tanto aggraziato e ha corso il rischio di tirare una panciata, credo alquanto dolorosa vista l’altezza, arrivando in acqua con un fragoroso tuffo per poi riemergere qualche secondo e qualche metro più in la sorridendo e dicendo: “Tranquilli, è tutto a posto”.

Ecco io mi immagino la vita di Ezio come quel tuffo. Lui un angelo mandato sulla terra da Dio in un volo non tanto elegante ma molto concreto, nel pieno stile piamartino, arrivando e sconvolgendo la “tranquillità” di molte vite, entrandoci in maniera “fragorosa”, risvegliandole dai loro torpori, per poi continuare questa discesa nel buio degli abissi ma avendo sempre la forza e la voglia di riemergere nella luce. E ora che è ritornato in superficie, e molto più in alto, ci dice sorridendo a modo suo: “Tranquilli, va tutto bene”.

Va di moda contaminare romanzo e religione

C’è in giro un gran bisogno di sacro, di religioso, di magico e di fantastico. Di qui il successo della grandiosa epopea Il Signore degli anelli di Tolkien dove la lotta fra il bene e il male viene vinta quando un eroe puro sa rinunciare al potere assoluto. Oppure la grande saga di Harry Potter ricca di avventure e di straordinari personaggi. Ma tanto Tolkien quando la Rowling tengono il cristianesimo lontano dalle loro storie fantastiche. Non contaminano romanzo e religione. Non deformano la storia o la dogmatica cristiana.
 
Invece, recentemente si è messa in moto una vera e propria affabulazione del cristianesimo, la costruzione di romanzi e film con storie immaginarie in cui viene coinvolto Gesù Cristo e altri personaggi della fede cristiana. Ha incominciato Martin Scorsese nel suo film L’ultima tentazione di Cristo in cui Satana, presentandosi sotto forma di cherubino, convince Gesù Cristo sulla croce a credere che il suo sacrificio sia stato sufficiente. Cristo si libera, sposa Maddalena, invecchia e quando sta per morire irrompono nella sua stanza Pietro e Giovanni, gli indicano il demonio che svanisce in una fiammata e Cristo si ritrova sulla Croce dove compie la sua missione di salvezza. Un film che, sia pure in modo paradossale, dimostra che la morte e resurrezione di Cristo sono l’essenza del Cristianesimo.
 
Il significato invece è esattamente l’opposto nelle storie da cui è tratto il Codice da Vinci: Gesù Cristo è semplicemente un uomo, sposa Maria Maddalena, dà origine alla dinastia dei re di Francia, poi nella storia si mescolano i templari, i rosacroce, gli assassini dell’Opus Dei e chi più ne ha più ne metta. Non è più storia, è fantasia, ma la gente la prende per vera. E già si annunciano storie tratte dai vangeli gnostici come quella su Giuda, la creazione di una vera e propria mitologia in concorrenza col messaggio ufficiale della Chiesa. Mi sembra giusto aggiungere che questa tendenza alla creazione di miti o deformazione del religioso c’era anche ne I versetti satanici di Salman Rushdie condannato a morte da Khomeini.
 
Infatti chi ha letto il libro – pochissime persone in realtà nonostante i milioni di copie – si sarà accorto che vi si trova un vero e proprio sbeffeggiamento della rivelazione ricevuta da Maometto, la base stessa della religione islamica. I musulmani, che prendono la loro religione molto più sul serio dei cristiani, se ne sono accorti subito e hanno reagito in modo spietato. Per carità, mi ripugna la loro condanna, ma capisco la loro vigilanza.
 
Francesco Alberoni