L’amore illumina anche quando viene ferito.

Alberoni scrive oggi sul Corriere così:
 
"Per capire, per scoprire bisogna amare. Non puoi suonare, non puoi comporre musica se non sei affascinato dalle note, se la musica non costituisce per te qualcosa di essenziale. […]
Quante infinite sfumature del bello vede una madre nel suo bambino, l’uomo nella donna di cui è innamorato. Conosce ogni centimetro della sua pelle, il significato di tutte le espressioni del suo viso, riconosce il suono dei suoi passi da lontano, il timbro della sua voce fra tutte. Ma non diciamo che l’amore è cieco? Sì lo diciamo, ma non è vero. […]
Ma per vivere non possiamo solo amare. Se ami vedi nell’altro solo ciò che ha di buono, mai la malvagità, il pericolo. Eppure anche per conoscere il nemico devi in qualche modo amarlo perché devi identificarti con lui, capire i suoi meccanismi mentali […]"
 
Prima mi è capitato di parlare in messenger con Don T. dell’Amore come Dono in riferimento di alcune letture domenicale: "L’Amore è farsi dono, e questo è il segreto della felicità."
Capendo questo, e provandolo, possiamo fare l’esperienza descritta da Alberoni, esperienza di Cristo e Dono di Dio su ciascuno di noi. Questo ci aiuterebbe a "maturare il dono dell’amore", nonostante le ferite che arrivano dalle persone che amiamo, perchè "l’Amore illumina anche quando ferisce."
 
Ps Oggi è sant’Agostino è il ricordo va ad un "vecchio" e "saggio" sacerdote scomparso poco tempo fa.

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