Perdono nell’amore

Domeni inizia l’avvento per noi ambrosiani, quindi abbiamo pensato di lasciare ai ragazzi lo spazio per confessarsi.
Dopo una canto e una breve lettura di un passo biblico, chi voleva, poteva "riconciliarsi".
Come detto dal sacerdote, in questo passo evangelico, la donna non parla, agisce solo con dei gesti di amore e le uniche parole di Gesù per lei sono: "Ti sono perdonati i tuoi peccati".
Basta così poco per farsi perdonare, da Dio e dagli uomini, un semplice gesto d’Amore che porta ad una rincigliazione profonda.
Vi lascio il passo del Vangelo se qualcuno volesse leggerlo:


Dal Vangelo di Luca (7,36-48)

36 Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.

37 Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;

38 e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

39 A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».

40 Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, dì pure».

41 «Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.

42 Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?».

43 Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

44 E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

45 Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.

46 Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

47 Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».

48 Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».

Una canzone

In questi giorni mi è capitato di leggere e sentire la canzone di Elisa, cantata con Ligabue, Gli ostacoli del Cuore.
Partendo da quella canzone ho pensato molto alla "canzone" che ci viene trasmessa da un cantante, da come nasce, che cosa la fa nascere e che cosa rappresenta. Mi è rimasto molto in mente quello che ha detto Guccini sulla canzone e lui ne è riuscito a farne una canzone, per descrivere questo, che si intitola "Una canzone" (scusate il giro di parole) che vi posto qui sotto.
Leggendola mi è venuto in mente delle volte che ho scritto "versi" in rima o racconti o cantato perché era nato qualcosa in me, per avvenimenti belli o brutti, quindi da esperienze profonde che ti "segnano" la vita.
Buona lettura
 
1. La canzone è una penna e un foglio
così fragili fra queste dita,
è quel che non è, è l’erba voglio
ma può essere complessa come la vita.
La canzone è una vaga farfalla
che vola via nell’aria leggera,
una macchia azzurra, una rosa gialla,
un respiro di vento la sera,
una lucciola accesa in un prato,
un sospiro fatto di niente
ma qualche volta se ti ha afferrato
ti rimane per sempre in mente
e la scrive gente quasi normale
ma con l’anima come un bambino
che ogni tanto si mette le ali
e con le parole gioca a rimpiattino.
  2. La canzone è una stella filante
che qualche volta diventa cometa
una meteora di fuoco bruciante
però impalpabile come la seta.
La canzone può aprirti il cuore
con la ragione o col sentimento
fatta di pane, vino, sudore
lunga una vita, lunga un momento.
Si può cantare a voce sguaiata
quando sei in branco, per allegria
o la sussurri appena accennata
se ti circonda la malinconia
e ti ricorda quel canto muto
la donna che ha fatto innamorare
le vite che tu non hai vissuto
e quella che tu vuoi dimenticare.
 
3. La canzone è una scatola magica
spesso riempita di cose futili
ma se la intessi d’ironia tragica
ti spazza via i ritornelli inutili;
è un manifesto che puoi riempire
con cose e facce da raccontare
esili vite da rivestire
e storie minime da ripagare
fatta con sette note essenziali
e quattro accordi cuciti in croce
sopra chitarre più che normali
ed una voce che non è voce
ma con carambola lessicale
può essere un prisma di rifrazione
cristallo e pietra filosofale
svettante in aria come un falcone.
  4. Perché può nascere da un male oscuro
che è difficile diagnosticare
fra il passato appesa e il futuro,
lì presente e pronta a scappare
e la canzone diventa un sasso
lama, martello, una polveriera
che a volte morde e colpisce basso
e a volte sventola come bandiera.
La urli allora un giorno di rabbia
la getti in faccia a chi non ti piace
un grimaldello che apre ogni gabbia
pronta ad irridere chi canta e tace.
Però alla fine è fatta di fumo
veste la stoffa delle illusioni,
nebbie, ricordi, pena, profumo:
son tutto questo le mie canzoni

Grande Guccini :)

Ieri sera sono stato al concerto di Guccini qui a Milano.
E’ sempre un’emozione partecipare ai suoi concerti perchè ti lascia sempre senza fiato. Quest’anno non ha fatto canzoni degli ultimi due album ma ha ripercorso un po’ tutta la sua carriera, descrivendo come sono nate alcune se canzoni.
Tutte le canzoni erano conosciutissime tranne un inedito e Madame Bovary di cui non ricordavo le parole.
E ogni canzone mi ricordava un momento della mia vita, di esperienze vissute, di momenti belli e di momenti malinconici. E’ stata una serata magnifica dal punto di vista canoro, di dialogo e di pubblico… ogni volta c’è sempre il forum strapieno dove è quasi impossibile trovare un posto e dove tutti cantano i "cavalli di battaglia" assieme legandosi a quel palco dove la voce di Franceso accompagnato dai suoi "magici" musicisti, Bandini, Biondini, Marangolo, Manuzzi e Tempera, unisce tutti in grande idealogi abbraccio.
Non ci sono altre parole per descrivere questi momenti… o li si vive o li si può immaginare ma l’immaginazione raggiungerà un minimo senso di quello che si è vissuto dal vivo.

Incontro Ado: Il Perdono

Eccoci ancora qui a caldo, cioè appena finito l’incontro, per descrivere la tappa di questa sera.
 
Siamo partiti con la condivisione di quanto detto la volta scorsa.
Sono emerse alcune difficoltà nel riuscire a vivere l’Amicizia con Gesù e a "condividere del tempo con Lui".
Da queste riflessioni ci siamo riallacciati alla tematica del perdono che risulta abbastanza difficile da donare.
La frase principale è stata:"si perdona ma non si dimentica".
Forse questo non è un vero perdono ma sappiamo bene che siamo essere umani, che abbiamo le nostre debolezze, e a volte, non riusciamo a perdonare noi stessi quindi difficilmente riusciremmo a perdonare gli altri. Solo Dio dona il perdono vero, cioè quel perdono che "cancella" qualsiasi ricordo, dimentica le cose passate, le ferite subite, i dolori provati. Si è però concordi che tutto questo porta ad una crescita profonda che fa progredire e maturare verso la piena consapevolezza del valore del perdono all’interno di un’Amicizia.
 
C’è da riflettere su diversi fattori e non avremmo modo, tempo e spazio per farlo ma una domanda la lascio per chi vuole pensarci:
"So perdonare me stesso per poi perdonare gli altri?"