Fumetti e Birra (Flash e Formaggi)

Ieri salone della Birra, del cioccolato e del fumetto.
Pomeriggio bello e intenso in cui ho fatto di tutto e di più… in primis è stato divertente vedere girare droidi, Jedy, imperiani e guardi nere per i corridoi oltre a diversi personaggi dei fumetti Manga o rivedere Coccobill o la banda di SuperGulp… e ho fatto una scoperto allucinante:
Sapete come si chiama la nonna di Andrè in Lady Oscar?
Volete saperlo? Ebbene si chiamava Marron Glacé (ne sono rimasto sconvolto) :D
 
Dopo questo intro di fumetti, in cui ho partecipato anche ad un seminario di Flash per animazione "televisiva" sono passato al salone della Birra. Birre di tutti i tipi, anche alla castagna, versate in bicchieri ricordo serigrafati portati al collo con un porta bicchiere carino (idea geniale).
Naturalmente mi sono buttato su diversi tipi di rossa, la mia preferita, o qualche stout, quella nera tipo Guinnes.
La cosa interessante è stato il laboratorio di accostamento cibi alla birra, in particolare questo era sui "Formaggi molli ed Ale inglesi".
Tre buone birre, soprattutto l’ambrata Bad Elf (elfo cattivo) che aveva un sapore delizioso e molto delicato mentre la stout era molto leggera e poco amarognola. Devo dire che negli abbinamenti non si sono trovati di accostamenti ideali ma la Bad Elf era quella che si accostava meglio a due formaggi su tre.
I formaggi, altra mia passione che amo degustare con marmellatine e miele, era di origine inglese e precisamente CHEDDAR "MONTGOMERY",   GRUYERE GRAN RISERVA "BEELER" e un terzo di cui non ricordo il nome ma molto simile al taleggio. Mi ha dato una sensazione divertente e particolare l’assaggio di formaggio e birra ma è stata una bella esperienza perché ho scoperto nuove cose sugli accostamenti dei cibi e delle bevande, come si dice "mangiare bene e bere meglio".
 
Per quel che riguarda il cioccolato sopprasiederei perchè c’erano pochi assaggi e i costi erano molto elevati.

Il Cardinal Martini

Oggi ho letto questo articolo in cui c’è un intervista al Cardinale Martini e non posso non ritrovarmi nelle sue parole, che si legano al discorso fatto ai ragazzi anche settimana scorsa.
Lo copio integrale perchè è di una bellezza e di una verità profonda, segnando in rosso i passaggi per me più belli.
 
"BETLEMME — Avanza piano col bastone nella Chiesa di Santa Caterina, accanto alla Basilica della Natività. Per festeggiarne gli ottant’anni, l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha guidato il pellegrinaggio di 1.300 pellegrini milanesi che scandiscono «Carlo Maria» battendo le mani. E lui, il cardinale Martini, a dispetto delle sopracciglia imbiancate come i tetti di Betlemme («mai successo, una messa di Natale a marzo e addirittura nevica!»), ha nello sguardo la solita luce d’ironia mentre ringrazia i fedeli e invita la Chiesa ad «ascoltare la gente»: «È un grande compito che dobbiamo portare avanti, per il quale io prego nella mia intercessione quotidiana: che ci sia dato, anche come Chiesa italiana, di dire quello che la gente capisce: non un comando dall’alto che bisogna accettare perché è lì, viene ordinato, ma come qualcosa che ha una ragione, un senso, che dice qualcosa a qualcuno… ».

Due giorni prima, a Nazareth, il cardinale Tettamanzi aveva parlato di famiglia e della necessità di «avvicinare» i non credenti e le coppie di fatto adottando («E se non ci pensa la Chiesa, ci penserà il Signore») lo stile evangelico. Ora il biblista Martini commenta accanto al successore la lettera di San Paolo a Tito, l’invito a «vivere con sobrietà, giustizia e pietà», e sillaba: «Sono parole laiche, questo mi colpisce». Ecco il punto, spiega più tardi: «Bisogna farsi comprendere ascoltando anzitutto la gente, le loro necessità, problemi, sofferenze, lasciando che rimbalzino nel cuore e poi risuonino in ciò che diciamo, così che le nostre parole non cadano come dall’alto, da una teoria, ma siano prese da quello che la gente sente e vive, la verità dell’esperienza, e portino la luce del Vangelo».
Niente discorsi «strani o incomprensibili», ma «parole che tutti possono intendere: anche chi non pratica una religione o chi ne ha un’altra, perché sono il primo passo». Martini dice di «non credere molto nel dialogo interreligioso », perché «ciascuna religione è un po’ incasellata nel suo schema, e gli schemi si ripetono », però c’è «un livello di verità delle parole che vale per tutti, credenti e non, e in cui tutti si sentono coinvolti e parte di una responsabilità comune». Il cardinale parla dell’età, «sono giunto nella lista d’attesa, di chiamata», e lo fa «senza rimpianti, sereno», San Paolo dice che «non c’è proporzione tra le sofferenze del presente e la gloria che ci attende».
Così invita la Chiesa alla fiducia. Clima ostile? «Le nostre comunità troppo spesso si lamentano, con buoni motivi, ma senza accorgersene rimangono un po’ imprigionate in questa lamentosità: e questo è il gioco del demonio». Ai parroci scontenti, racconta, «io dicevo: ma non avete dei beni di cui ringraziare Dio? Ecco, cominciate a fare l’elenco delle cose belle perché la vostra fede in una situazione così secolarizzata è già un miracolo, un dono di Dio. Bisogna partire dalle cose belle, magari poche, e ampliare. Invece l’elenco delle cose che mancano è senza fine. E tutti i piani pastorali che partono dalla lista delle lacune sono destinati a dare frustrazione anziché speranza».
Rapporti difficili tra Chiesa e modernità? «La modernità non è una cosa astratta, ci siamo dentro, e ciascuno di noi è moderno se vive autenticamente: non è questione di tempi ma di essere realmente presenti, in ascolto». Come sulla famiglia: «Ricordo che avevo fatto un discorso di Sant’Ambrogio, sarebbe da riprendere oggi». Vi metteva in guardia dal «panico d’accerchiamento » e dal «tentativo di imporre come d’autorità una nostra concezione della famiglia ». Bisogna promuoverla, ripete: «È una istituzione che ha una forza intrinseca, la forza non è data dall’esterno e da chissà dove. Bisogna che questa forza sia messa in rilievo, che la gente la desideri, la ami, e faccia sacrifici per essa».
Farà discutere. Ma fu Martini a parlare della «necessità» di discutere liberamente. Ora sorride e conferma: «Non era neanche un auspicio mio, ad esempio l’aveva già fatto Karl Rahner: la necessità di una pubblica opinione nella Chiesa. Se poi sia aumentata o diminuita non saprei dirlo perché venendo a Gerusalemme, fuori dei doveri pubblici, mi sono posto l’impegno a osservare rigorosamente Matteo 7,1: non giudicate e non sarete giudicati. Quindi non giudico perché con la misura con cui giudico sarò giudicato anch’io. Ma l’auspicio è questo».
Gian Guido Vecchi"

scelta o “imposizione”?

E’ questo il senso del discorso sui rapporti prematrimoniali in un contesto cristiano.
Non i ragazzi è venuto fuori che la "Chiesa" impone certe scelte che non si condividono.
Quindi abbiamo cercato di approfondire la cosa facendo una domanda: "Ma tu fai qualcosa per scelta o perchè qualcuno te lo dice di farla?"
"Dio c’entra nel rapporto che hai con l’altro?"
A queste domande sono sorte diverse discussioni/questioni.
In primis che Dio non dovrebbe c’entrare perchè si è ancora troppo giovani per pensare a Dio in un contesto di coppia, quello lo si penserà al momento del matrimonio.
La Chiesa ci impone di non fare delle cose e questo non mi sta bene.
Credo che fare alcune cose sia giusto ma questo mi fa distanziare da Dio perché non faccio come dovrei.
 
Penso che ci sia una realtà distorta sotto tutto questo dovuto ad insegnamenti "cristiani", che vengono dati come imposizioni, e non si fa capire che Dio ci Ama così come siamo e che siamo noi che ci allontaniamo da Lui, perchè Lui ci rimane sempre Fedele nonostante i nostri errori: "Ha mandato Suo Figlio per salvare i peccatori".
 
Oltretutto se si pensa che questo fa male a Dio, che è nostro amico, forse non è una scelta che consideriamo e viviamo giusta fino alla fine, altrimenti andremmo avanti per la nostra strada senza dover guarda cosa pensano gli altri (Dio) di quello che facciamo. Un amico che ci Ama potrà darci delle indicazioni ma non starà male per le scelte che facciamo, a meno che queste non facciano stare male noi, così da accorgerci che forse non era la scelta giusta da fare, e non ci chiuderà mai la porta in faccia ma sarà sempre disposto ad accoglierci.
 
Finisco dicendo che manca una cultura di base sul perchè la Chiesa da indicazioni su diversi argomenti. Se conoscessimo il motivo di quelli che consideriamo divieti forse non saremmo così prevenuti assumendo che la Chiesa è vecchia e deve modernizzarsi.
 

Luna Rossa

Che spettacolo!!!
Non mi era mai capitato di vedere un eclissi di luna con luna piena che diventa anche rossa.
Con la mia passione per l’astronomia sono sensazioni che affiorano sulla pelle.
Bellezze del creato che ti lasciano meraviaglia e che ti sentire in pace con il mondo intero.
Vedere la luminiscenza della luna oscurarsi piano piano per poi prendere un colorito rosso.
Avevo visto un eclissi di sole, in val di Fumo nel lontano 1998, e mi aveva lasciato meravigliato ma devo dire che vale lo stesso per questa eclissi che sta raggiungendo il suo apice in questi minuti.