Micetti Granata

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Una firma per i Micetti Granata

Una firma

virtuale. E’ tutto quel che vi chiedo, un semplice gesto che servirà a

sbloccare una situazione drammatica che coinvolge una comunità felina

nella città di Torino.

Questi poveri gatti si sono uniti in colonia in un cortile fatiscente

chiuso tra la ferrovia e una strada rettilinea e pericolosa. Non hanno

protezione contro i vandali nè riparo dalle avversità del clima, non

possono ripararsi dalla pioggia, non possono ripararsi dal sole

caldissimo di questi giorni.

Il Comune di Torino si era impegnato ad aiutare la colonia, ma dopo mesi di attese nulla si è mosso.

Una sola firma, che a voi non costa nulla, può davvero fare la differenza.

Leggete la petizione, firmatela e diffondetela!

Aiutiamo questi poveri gatti a vivere una vita più degna!

 

Leggi l’appello a questo indirizzo e invia un’email come da informazioni riportate qua sotto oppure nel sito

Se avete intenzione di aiutarci, come speriamo, per favore inviate il vostro Nome, Cognome, Città e Provincia di provenienza al seguente indirizzo e-mail:

petizioni@micettigranata.org

 

Firmate e fate firmare, spargete la voce. I Micetti Granata ve ne saranno grati per sempre!

Una settimana e altro

Quanto tempo che non scrivo.
In questo periodo sono successe un po’ di cose sia al lavoro che nel "privato", che non è il mio privato privato ma più il "servizio" agli altri e alla mia famiglia.
Andiamo con ordine.
Trasloco delle prime cose verso la casa nuova. Il ritorno nel posto dove sono cresciuto, dove vivono molti miei amici e dove c’è tutta la mia infanzia, adolescenza e giovinezza.
Abbiamo fatto una prima cena ufficiale per il mio compleanno, giorno particolare vista la data 07/07/07, inviando pochi parenti intimi.
Il giorno dopo sono partito, come l’anno scorso, per dare una mano alla settimana medie del mio oratorio, e sono tornato ieri, dopo sette giorni stupendi ma con qualche ricordo su avambraccio e spalla; infatti sto facendo una fatica boia a scrivere queste poche righe. "Ricordi" di una caduta in una discesa su un asfalto molto abrasivo per controllare che i ragazzi nn si facessero male proprio all’ultimo momento con la "griglia improvvisata" che, molto intelligentemente, avevano provveduto a riattivare il fuoco dopo che era stato spento con l’ultima costina cotta.
Come diceva in una massima un "filosofo", Oreste, i bambini che si sbucciano un ginocchio raggiungono il traguardo del dolore, che è, credo, quello che ho raggiunto io, e vi assicuro che non è il massimo. Però l’esperienza vissuta copre di molto qualche "graffio" sul corpo.
Ragazzi stupendi, che fanno anche disperare per la loro esuberanza, ma che sono pieni di vitalità, di curiosità, di voglia di scoprire la vita e tutto quello che li circonda. Diverse volte mi sono soffermato a parlare con loro in diversi momenti, al mare, in piscina, in montagna o in camera prima che "si coricassero" per dormire. E’ un bel gruppo che se continua nel cammino intrapreso, da alcuni, l’anno scorso, diventeranno grandi insieme affrontando i problemi adolescenziali con molti amici e con punti di riferimento importanti. Bello quello che è emerso durante la messa, in particolar modo, durante la preghiera dei fedeli: "… grazie Signore che non ci lasci mai soli."
Spero di poter vivere ancora delle esperienze del genere con ragazzi che si stanno formando e stanno iniziando le scelte che li faranno cresce, passando dalla scuola media alle superiori.