Incontro 21 ottobre 2007

LA SCELTA: CREDERE IN GESU’

 

Dal Vangelo di Giovanni

Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno. Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: “Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso?Se tu sei il Cristo dillo a noi apertamente”. Gesù  rispose loro: “Ve l’ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; ma voi non credete, perché non siete mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola.(Gv. 10, 22-30)

 

 

Per poter capire ciò che Gesù vuole dirmi con queste parole ho cercato di immedesimarmi nella scena e chiedo a voi di fare lo stesso. Immaginiamo Gesù che cammina solo nel tempio durante i giorni in cui si commemorava la presenza divina di Dio nei luoghi sacri a Lui dedicati. Nonostante tutte le opere da Lui compiute nel nome di Dio, alcune persone gli si avvicinano per chiedergli di dimostrare la sua divinità. Questo mi fa pensare che se anche al tempo di Gesù alcune persone non erano in grado di riconoscerlo, di credere in Lui, pur vedendo coi loro occhi quello che faceva, allora non basta vederlo per credere in Lui. Anch’io pur non vedendolo oggi posso SCEGLIERE di credere in Lui. Ma come faccio? Gesù ce lo dice chiaramente: non crediamo perché non siamo sue pecore. Ma cosa vuol dire essere pecore di Gesù? Vuol dire credere al suo Amore, credere che Lui ci conosce uno per uno, nell’intimo, nel profondo. Credere che siamo stati creati per amore e che questo amore è eterno, perché viene da Dio.

E’ significativo come Gesù dà questo messaggio proprio nel giorno della Dedicazione: il tempio di Dio è santo, divino e quel tempio è ciascuno di noi. Qui sta la novità di Gesù: Dio si è fatto carne perché la sua divinità abitasse in noi!Per questo Dio e Gesù sono una cosa sola, uniti intimamente ad immagine del rapporto che Dio ha con ciascuno di noi. Se accogliamo questo, se lo desideriamo con tutto il cuore, allora scopriremo la presenza viva di Dio nella nostra vita.

Chiediamo allora a Gesù di imparare a lasciarci amare da Lui, ad accogliere questo suo amore: questo significa credere in Lui, credere che Lui ci ama, che nessuno di coloro che rimangono nel suo amore saranno persi. (Moni)

 

  

Preghiera

Signore, insegnami a non parlare
come un bronzo risonante
o un cembalo squillante, ma con amore.
Rendimi capace di comprendere
e dammi la fede che muove le montagne,
ma con l’amore.

Insegnami quell’amore
che è sempre paziente e sempre gentile;
mai geloso, presuntuoso, egoista o permaloso;
l’amore che prova gioia nella verità,
sempre pronto a perdonare,
a credere, a sperare e a sopportare.

Infine, quando tutte le cose finite si dissolveranno
e tutto sarà chiaro,
che io possa essere stato il debole ma costante
riflesso del tuo amore perfetto.

Madre Teresa di Calcutta

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