I giovani d’oggi

Oggi ascoltando e leggendo i giornali, che parlavano e raccontavano dei fatti di Perugia, mi sono posto diverse domande sulle dichiarazione che i giovani sono sempre alla ricerca di sensazioni forti e nuove, passando attraverso la droga e il sesso sfrenato fino ad arrivare all’omicidio. Una psicologa è intervenuta dicendo che dietro tutto ciò c’è "l’avere tutto e subito" e portava l’esempio del cellulare e del computer. Ora che la tecnologia, usata nella maniera sbagliata, abbia "distrutto" i rapporti sociali tra coetanei è un dato veritiero, visto che amicizie e rapporti nascono e muoiono nel giro di pochi giorni se non di poche ore, ma che bisogna educare chi la usa non viene menzionato anzi si da la colpa agli educatori, dove nella maggior parte delle volte non esistono visto che l’educatore è "virtuale" e si chiama "internet e tutto quello che lo concerne". Come educatore non posso esimermi da essere allibito di fronte a certe affermazioni, se in parte pur vere, perché non si danno soluzioni concrete a questa situazione e presto questo fatto verrà messo nel dimenticatoio come altri fatti senza aver analizzato e trovato soluzioni a questa "involuzione" della "società dei giovani".
Pensando a questo mi sono venuti in mente due "esperienze" vissute in questi giorni. La prima è un incontro dove si dibatteva del rapporto tra Cristianesimo e Islam mentre l’altra è su una pagina di un libro che sto leggendo e meditando.
Nell’incontro si parlava di Dialogo, con la D maiuscola dovendo essere un dialogo vero, dove chi deve dialogare prima deve aver fatto esperienza di se, cioè conoscersi a fondo, e poi aprirsi all’altro senza barriere di pensiero ed essere "trasparente". E mi sono domandato: "i giovani sanno dialogare?" e la risposta, nella maggior parte, dei casi non può essere positiva, anche se esperienze come Roseto fanno sperare che si possa cambiare questa tendenza. Influisce sicuramente la tecnologia: è facile inventarsi una maschera, un modo di essere, rimanendo dietro un monitor.
Nella lettura, che mi è tornata in mente oggi, mi chiedevo che esperienza più forte ci possa essere se non conoscere "Cristo", dove domani qui in ambrosiano, si celebra questo "Re", capire che Lui ha donato la sua vita per noi e assaporare questo "Amore" per noi.
 
Vorrei scrivere molto altro ma perderei forse il senso di questa riflessione che vorrei condividere con voi, anche con voi "giovani e giovanissimi" che siete venuti a Roseto e Loreto, ma concludo copiando la riflessione/preghiera presa dal libro di Rupnik, pregando Dio che ci doni questo Spirito di Sapienza per vivere l’oggi e il domani:
 

I giovani dovrebbero stare con Cristo, contemplarlo a lungo, leggere i testi spirituali, guardare le sacre immagini, i santi, per imbeversi della mentalità e dell’amore di Cristo. In questo senso il monachesimo è sempre stato saggio, prudente: il giovane monaco deve dedicare molte ore al giorno ai testi spirituali, alla preghiera, perché deve mangiare il libro sacro, deve riempirsi. E’ da giovani che bisogna assimilare…Ma chissà perché, Signore, oggi anche quelli che, come i monaci, hanno una lunga tradizione in questo senso, non lo fanno più, e leggono, pensano e guardano cose che mi sembrano centrino poco con Te. Tu sai come farai con questa generazione, ma io penso che non dobbiamo vedere tutto, che non tutto va letto e ascoltato. Il tempo è breve, la giovinezza passa velocemente, e uno scopre che ha perso tanto tempo con ciò che ogni giorno di più ha sempre maggiori difficoltà a chiamare sapienza. Si offre tanto cibo a quella dimensione dell’esistenza che è destinata a perire, mentre dovrebbe essere prezioso ogni minuto per occuparsi della vita che rimane, e dunque per imparare a pensare, a desiderare, a volere e a fare secondo questa vita. Tu ci hai promesso lo Spirito Santo che dà la vita. Io oggi, qui, nella mia povera cella, ti chiedo: manda su questa generazione il tuo Spirito Santo, vento della Pentecoste, la pioggia della primavera, in modo che in questi cuori – che talvolta è come se scordassero di essere cuori – possa germogliare la tua vita e il pensiero di questa vita, che è il pensiero per la vita degli uomini .

Un commento su “I giovani d’oggi

  1. Ciao! Concordo pienamente con il fatto che la tecnologia oramai sia la prima regola di vita dei giovani di oggi e credo che si perdano una delle cose migliori della vita che è l\’amicizia, soprattutto quella vissuta, ossia trovarsi con gli amici, discutere con loro e sostenere opinioni diverse ma essere li fisicamente a parlarsi in faccia, senza nessun monitor o che altro in mezzo! Non è facile ai ragazzi di oggi far capire quali siano i valori reali in cui credere perchè esistono solo falsi miti ma credo che unendo le nostre forze e portando esempi concreti potremmo essere degli "ideali" per loro…
    Lau
    Ps. sono stata il più sintetica possibile….

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