Pensieri sulla Svezia

Sono passate due settimana dal mio ritorno dalla Svezia e devo dire che l’esperienza è stata davvero molto bella.

Ho ancora in mente i luoghi visitati, intravisti dalla macchina, le persone incontrate, i cibi mangiati, il vento debole o forte a seconda dei momenti della giornata, il mare caldo ma pieno di meduse, la barca a vela e la rotta da seguire, le immense praterie e i boschi in cui si nascondevano le alci per non farsi vedere da me.

Voglio raccontare, per chiudere, delle cose curiose che porto a casa nella mia memoria.

La prima cosa sicuramente è che nelle case si cammina scalzi… eh si proprio senza scarpe dato che c’è il parquet e non si vuole rovinarlo. Sia in B&B sia in casa privata è buona cosa togliersi le scarpe all’ingresso… e questa abiutudine l’ha sto ancora seguendo a casa mia… peccato che ho le piastrelle e sono leggermente più fredde del legno.

Altra curiosità riguarda l’alcool… mentre da noi il monopolio dello stato è sul tabacco in Svezia è sugli alcolici, infatti per andare a comprare delle bevande superiori ai 2,8 gradi alcolici bisogna andare in un negozio apposta e se ne può acquistare una quantità minima. Detto ciò devo dire che i vini sono tutti di importazione ma perdono tanto con il viaggio mentre la birra del luogo è davvero buono e tendente all’ambrato come piace a me. Il costo inoltre non è molto favorevole infatti alcuni giovani partono di notte per andare in Germania a caricare la macchina e poi tornare indietro… un po’ come i vecchi contrabbandieri ma senza controllo alla frontiera.

Una cosa invece che mi ha stupito molto è stato il nazionalismo che si manifesta in maniera molto semplice: con l’esposizione di una piccola bandiera al balcone o davanti a casa al mattino per ritirarla la sera. Pratica davvero curioso perchè durante le feste nazionali si può invece esporre la bandiera grande per partecipare alla festa in modo più che simbolico.

Quello invece che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca è stato il fatto di non poter fare un bagno completo al mare dato che era invaso dalla meduse. Purtroppo con la variazione climatica di quest’anno, dal freddo di una settimana prima, circa 12 gradi, al grande caldo, con punti di 25 gradi, le meduse non stavano sui fondali ma si aggiravano in superficie sia al largo ma soprattutto a riva. Mi sono leggermente pucciato e l’acqua era di un tiepidino niente male, peccato ma prima o poi riuscirò a fare un bagno completo in un fiordo.

Concluderò questo mini-diario e/o racconto postando, nei prossimi giorni, una mini-disavventura dal titolo: "La presa di corrente"

Milano – Svezia – Settimo Giorno

Giorno 26 giugno 2009 – Vastena (S) Malmoe (S)

E’ ricominciata la discesa verso il sud d’Europa, cioè verso l’Italia.

Prima di tornare a Malmoe, dove ci fermeremo per l’ultima notte svedese, abbiamo attraversato diversi siti interessanti. Per primo un antico castello, di cui ormai rimangono solo le mura, che aveva visione su tutto il lago di Vattern e principalmente sull’isola maggiore, Tunnerstad, che è lunga 13 km e ha 800 abitanti, raggiungibile in battello che si prende a Gränna dove sono nati i dolcetti tipici di questo periodo, ma che noi mettiamo a ornamento sull’albero di natale, che si chiamano Polkagrisstaden, e sono quei bastoni bianco/rossi di caramella… e dopo questa "dolce" visita c’è stata una visita "calorosa", oserei dire, alla famosa fabbrica di fiammeri svedesi, cioè qui tipici fiammiferi che usiamo anche noi con il bastoncino in legno e la capocchia di zolfo… eh si sono nati proprio qui a Jönköping. E stato interessante vedere come venivano fabbricati e i macchinari utilizzati, oltre guardare le foto delle persone che lavoravano in fabbrica, c’era anche bambini, o le foto di uno dei primi scioperi europei.

Visitato questi posti ci siamo lasciati alle spalle la parte centrale delle Svezia, ricca di laghi, boschi e campi sterminati per scivolare verso sud a Malmoe dove abbiamo effettutato le ultime visite a una città a cui è rimasto poco del centro storico ed in continua espansione, molti i cantieri aperti, e con il grattacielo del Calatrava, quello del ponte di vetro di Venezia, che svetta sulla città.

Qui si conclude la mia permanenza in Svezia, e dopo due giornate di spostamento sono tornato in Italia

Scriverò nei prossimi giorni le impressioni che mi ha lasciato questo paese disteso tra due mari e due, anzi tre, comprendendo la Danimarca, nazioni.

Milano – Svezia – Sesto Giorno

Giorno 25 giugno 2009 – Molmon (S) Vastena (S)

La giornata è stata ricca di cose visitate.
Ho scoperto che ci sono delle incisioni rupestri, molto simili a quelle della Val Camonica, quasi con il confine norvegese, che raffigurano le attività, i riti e gli animali risalenti all’età del bronzo siti su una altura perchè dove ora c’è il fondo valle c’era l’acqua. Infatti, per vedere le tombe dove venivano seppelliti, alcuni con un rito funebre trasportati su barche con tutti gli onori, almeno per quel che riguarda i guerrieri più forti, siamo saliti di 350 metri dove su un pianoro si poteva vedere la distesa della valle che ho immaginato ricoperta d’acqua… davvero molto bello immaginare come doveva essere all’ora grazie alla creatività dell’uomo che ha saputo trasmettere fin dagli albori queste cose incidendole su pietra.

Ripartiti da li abbiamo fatto un lungo trasferimento per portarci su un immenso lago interno fermandoci alla sommità del lago per poi ridiscenderlo lungo la strada costiera opposta. Qui, ad Askersund, c’è una chiesa in mattoni, rara per il periodo, del 1600 in cui lo stile interno è totalmente barocco, dalla pala del pulpito all’apside, oltre che al grande organo posto sopra l’ingresso delle chiesa.
Sempre in questa cittadina ho avuto la fortuna di assistere ad un raduno particolare: il ritrovo delle macchine americane, molto di moda in Svezia, del ’55, ’56 e ’57. Sembrava di essere tornati ai tempi di Happy Days o Grease con tutti quei macchinoni colorati e rombanti… naturalmente il sottofondo di musiche era del periodo fine anni 50.

A sera siamo giunti a Vastena, dove c’è la tomba di Santa Brigida, patrona di Svezia da 10 anni esatti. In questo luogo che si affaccia sul lago c’è il più vecchio convento di tutta la nazione ed un imponente castello, che si affaccia sul lago, circondato da un fossato da dove si poteva arrivare anche in barca dato che ha un canale collegato direttamente con il lago.
Dal parco difronte al castello si è potuto, finalmente, e dico finalmente perchè erano le 22:30, ammirare il tramonto e vedere sparire dietro l’orizzonte la palla immensa del sole che da li a qualche, circa 6, sarebbe rispuntato… lo continuo a ripetere ma questa è una cosa davvero strana per chi è abituato a vedere il sole "solo" 12 ore al giorno.

Lo spettacolo della natura è sempre misterioso e viverlo è davvero una cosa che lascia a bocca aperta.

Hej hej Tjena (Ciao ciao amici)

Milano – Svezia – Quinto Giorno

Giorno 24 giugno 2009 – Orust (S) Molmon (S)

Le cose da scrivere oggi sono davvero tante.
Parto con l’ospitalità del B&B dell’isola di Orust che è stata particolare: in primis trovarlo e per secondo il proprietario. Il B&B era situato nelle colline e quindi difficilmente individuabile, a due 2km dall’ultimo paese, ma questo mi ha permesso di vedere quasi il tramonto e di assaporare il silenzio dell’ambiente circostante mentre il proprietario è davvero un tipo strano… vestito come un esploratore degli anni 50 con cappellino stile australiano che si è montato l’amaca e ha dormito all’aperto… e cmq come tutti gli altri anche lui è stato molto ospitale.

La seconda parte invece della giornata è stata trascorsa, dopo aver preso due battelli che fanno da spola tra un’isola e l’altra, ed è un servizio gratuito, in "famiglia". Ho mangiato del tipici piatti svedesi, quasi tutti arricchiti di cipolla, che consistevano in:

  • pasta tipo conchiglie con tonno, mais, cipolla, ceci e formaggio
  • pollo in salsa leggermente piccante con ananas
  • granchio con salsa bianca
  • crostata di rabarbaro con "panna"

tutto con dell’ottimo pane fatto in casa.

Oltre questo l’avventura più bella è stata prendere il largo con la barca, navigare e "timonare" seguendo le rotte e il vento… devo dire che questa esperienza è fantastica. Sentire la barca sotto le tue braccia governandola con il timone, cercare di seguire il vento e la direzione, lasciarsi trasportare nel mare costeggiando scogliere e tipiche case di pescatori… devo dire che all’andata, avendo il vento in poppa, è stato abbastanza semplice… ma al ritorno con il vento che si era rinforzato e contrario devo ammettere che è stato molto più difficile, ma credo di essermela cavata bene, anche se a volte avevo l’impressione che l’inclinazione della barca fosse davvero "estrema".
La sensazione di navigare è davvero un’esperienza che auguro a tutti perchè è una metafora della vita che siamo noi a doverla governare anche quando il vento è contrario non perdendo mai di vista la meta da raggiungere, magari virando qualche volta per guadagnare velocità e arrivare prima a destinazione.

It’s a good time… See you for post in another day

Milano – Svezia – Quarto Giorno

Giorno 23 giugno 2009 – Goteborg (S) Orust (S)

Riprendo il punto finale di ieri sera… il B&B "albicocca" di Goteborg è davvero un posto che consiglio a tutti quelli che dovessero fermarsi a Goteborg per una o più notti: accoglienza ottima, stanza funzionali, colazione eccellente, Yvonne perfetta padrona di casa e strutta fantastica.

Detto ciò riprendo con il mio viaggio che ha toccato le isole sopra Goteborg e fatto visite particolari per un ricordo appena poco recente ma vivo… devo dire che è stato toccante e mi aiutato anche a poter comprendere meglio la cultura del posto… peccato non aver potuto visitare la fortezza di Marstrand perchè da Ronnang i battelli partono solo a luglio ed ad agosto e non aver incontrato un alce mentre gironzolavo nel bosco.

Oltre ciò ho potuto "assaggiare la temperatura" dell’acqua e devo ammettere che è calda, anzi è più caldo stare nell’acqua che fuori dato che tira sempre un leggero vento di brezza che ci accompagna per molta parte della giornata, alcune volte con più intensità altre volte più leggero e quando non tira, il sole, anche se sono le 20, scalda come se fosse un pomeriggio di primavera inoltrata asciugando subito… e poi soffermarsi a vedere un sole che cala, dietro alberi dall’alto fusto, molto lentamente, quasi che non volesse abbandonare il bacio donato a queste terre dato che d’inverso le ha e le scalderà davvero poco, ma è subito pronto a rialzarsi e a continuare il suo viaggio dopo poche ore che hanno lasciato in un semibuio "irreale" il verde dei campi.

E come il sole ricomincia il suo viaggio lo continuo anche io portandomi nella parte più a nord del mio tragitto.

Milano – Svezia – Terzo Giorno

Giorno 22 giugno 2009 – Lund (S) Goteborg (S)

Di nuovo in viaggio verso la più grande città che si visiterà durante questo soggiorno in Svezia.
Il paesaggio costiero dell’ovest svedese è un insieme di infinite lande verdeggianti con diversi saliscendi, pendenze anche del 10%, in cui la strada è costeggiata da immensi boschi in cui vivono le renne, infatti è frequente incontrare il cartello che indica di fare attenzione ad "attraversamento renne".

Goteborg è una cittadina molto carina, con un porto, un fiume e diverse colline che la circondano… senza considerare i coloratissimi edifici e le numerose chiese di diverse religioni. Bello il duomo, religione protestante, nel suo biancore che contrasta con le struttere dorate che ne abbelliscono l’abside e l’organo. Stupenda è la torre della chiesa tedesca che nel suo legno scuro risalta l’orologio dorato che fa bello sfoggio sul suo campanile oppure il porto ricco di un museo navale all’aperto in cui si possono ammirare mercantili e velieri oltre a navi militari… purtroppo la modernità avanza e l’antico si mescola con il presente come il grattacielo rossetto oppure il teatro dell’opera che il suo architetto descrive così:"un edificio pervaso dalla luce che incoraggiasse i pensieri a innalzarsi come ali di gabbiani sul paesaggio fluviale" ma che ha me da solo l’idea di una prua di nave incastrata nel cemento.
Ho avuto anche la possibilità di salire verso la fortezza per gustarmi un "semitramonto", erano le 22:00 e il sole era ancora un bel po’ alto sull’orizzonte, la visione dei tetti rossi, dei campanili gotici che si stagliavano verso il cielo e del fiume in lontananza oltre le colline alle spalle.

Finisco con il dire che l’accoglienza anche qui è stata davvero calorosa, peccato non capire molto di quello che dicono, anche se alcuni termini li sto imparando: molti, soprattutto nei negozi, ti salutano con "amico, ciao, hai bisogno di qualcosa?" … tutti davvero molto disponibili a differenza di quello che si potrebbe pensare visto le temperature "gelide" che ci sono al nord.

Un popolo "caloroso" rispetto a quanto normalmente si pensi!