29^ missione – I Podisti da Marte per LILT

Ti trovi una mattina, di metà settembre, nel centro di Milano, pensando che il caldo se ne sia già andato ed invece eccolo ancora li con i suoi 25/28 gradi pieni.

Che fai? Infili il costume da bagno, indossi una magliettina gialla, dei 
braccialetti colorati, il telo da mare e parti con altri in cerca della spiaggia più vicina, perchè li al Castello, c’è si una fontana, ma della spiaggia neanche l’ombra. Prima di partire però, chi può, fa una piccola offerta ad un gazebo della LILT (lotta italiana contro i tumori) e fa le foto di rito con gli amici, con il campione che intravedi passare, il quale ti mostra le medaglie vinte alle ultime olimpiadi. 

E poi? Se questo non fosse già abbastanza parte la festa per la ricerca del “mare” a Milano, che non è come credono molti l’Idroscalo, ma è una spiaggia nel centro di Milano, o almeno millantata da qualcuno. Quindi con le spalle al Castello e la fronte in via Verdi ci si dirige tutti, perchè di gente strana, strana come un marziano, ce n’è davvero tanta a Milano, alla ricerca di questo meravigliosa spiaggia promessa, poi promessa, semplicemente spacciata come reale, da un tipo, un certo Capitano “così” un po’ più marziano degli altri, che per farsi riconoscere aveva una cuffia a fiori bianchi, neri e rossi in testa. Inoltre, per non farsi mancare niente, si distribuiscono fiori ai passanti ignari dei quello che sta succedendo, quasi come se fossimo “Vucumprà” che regalano al posto di vendere… e regalano, oltre ai fiori, molti sorrisi a chi si incontra. La “corsa” per piantare l’ombrellone più vicino alla battigia è stata di 6km, passando e ripassando in posti, quasi facendo un girotondo, e cercando anche “sotto la strada” nella galleria del Metro, li una volta i romani avevano costruito quindi, si è pensato, magari sono rimaste almeno le terme, ma, ahi noi, neanche li si è trovato nulla. Abbiamo chiesto anche a due novelli sposi ma loro per il viaggio di nozze andavano all’estero.


Per la cronaca la ricerca è stata vana e ci è toccato accontentarci della fontana del Castello, dove qualcuno alla fine, preso dal caldo e dalla spossatezza, ha deciso di farsi anche un bagno; ma se la ricerca della spiaggia è stata vana la ricerca della felicità ha portato i suoi frutti perchè, alla fine, tutti erano contenti nonostante che di sabbia non se ne sia vista. E’ stata proprio una mattinata strana, quasi da sogno, ma che sogno non era
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Uk, 90enne corre maratona di nascosto – Corriere della Sera

 

Ventun chilometri e 97 metri: questo era il tragitto che Wilf Cooper percorreva trionfante nella mezza maratona, altrimenti detta maratonina, alla quale partecipava gonfio di orgoglio da ben sette anni e a totale insaputa della signora Sylvia, sua sposa da 67 anni. Era la sua vita segreta, che proteggeva dai giudizi e dalle preoccupazioni della moglie, dei sette figli, dei quattordici nipoti e degli undici pronipoti che compongono la famiglia Cooper.

 

UNA BUGIA BUONA – Raccontare una bugia ingenua, soprattutto dopo quell’infarto che aveva avuto all’età di settanta anni: forse anche questo è amore. Wilf Cooper novantenne di Bristol diceva alla moglie di andare semplicemente ad assistere alle gare dando una mano all’organizzazione, ma in realtà, infilate un paio di scarpe adatte, prendeva parte alle competizione. L’arzillo signor Cooper ha partecipato alla sua prima mezza maratona a 83 anni e da allora ne ha corse parecchie, con un record personale di 3 ore, 11 minuti e 36 secondi a fronte di quello assoluto che è di 58 minuti e 23 secondi. Ma ora la sua seconda vita è stata scoperta dalla moglie, anche lei novantenne, che lo ha visto correre in tv e, pur preoccupata, non intende intralciare la carriera sportiva del marito.

 

IL VICINO DI CASA IMPICCIONE – E’ stato il solito vicino un po’ intrigante a segnalare alla signora Sylvia il dolce inganno del marito, giurando e spergiurando di averlo visto in televisione. La moglie “tradita”, dopo un primo momento di sgomento, ha saputo capire Wilf che correndo partecipava anche a una raccolta fondi per il St Peter Hospice, residenza per anziani dove vive un amico malato di tumore. Un nobile gesto, insomma, e una forza di volontà encomiabile da parte di questo anziano signore che ha continuato (e speriamo possa ancora continuare) a correre anche a dispetto di una spalla slogata e una costola rotta. Si allena facendo le scale, il signor Cooper e non ha alcuna intenzione di smettere. “Anche se mia moglie ora conosce il mio segreto, correrò ancora”, promette Wilf, forte dell’amore della sua sposa che si è dichiarata pronta a sostenerlo. E basta guardarlo mentre sfreccia felice per capire che il grintoso novantenne non si fermerà. Del resto di over ottanta che continuano a gareggiare se ne contano parecchi. Un esempio per tutti John Whittemore, incoronato come the world’s oldest athlete (l’atleta più vecchio del mondo), che nell’ottobre del 2004, poco prima di compiere 105 anni, si è cimentò nel lancio del giavellotto e del disco dichiarando: “Se non me lo tiro sui piedi, ora faccio il record del mondo”. Emanuela Di Pasqua

 

Giornata per la salvaguardia del creato

Oggi è la Giornata del Creato.
Il creato può essere visto come l’ambiente che ci circonda o come il Dono che Dio ha fatto all’uomo… comunque come la si pensi al riguardo, questo va salvaguardato.
Giusto lo scorso week-end ho passato una due giorni a parlare del Creato e al significato della storia della creazione nel libro della Genesi. Partendo da questo e dalla lettera del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli lascia questa lettura e questa riflessione.

“Il nostro ambiente, come sappiamo, è composto da terra, acqua, sole e aria e anche, naturalmente, fauna e flora. L’uomo può sfruttare la natura a suo vantaggio fino ad un certo limite che garantisce la sostenibilità delle risorse energetiche consumate e salvaguarda la riproduzione di tutte le creature viventi. In effetti, questo sfruttamento della natura in senso buono è esplicito comando di Dio per l’uomo prima della sua caduta nel peccato. La trasgressione di questo limite, però, che è stata una caratteristica degli ultimi due secoli della storia umana, e ha condotto alla distruzione dell’armonia dei costituenti naturali dell’ambiente, al loro logoramento e, alla lunga, alla morte del creato e dell’uomo stesso che non può sopravvivere in eco-sistemi che sono diventati sbilanciati in un modo irreversibile.[…] Lo stretto rapporto dell’uomo con gli animali è dimostrato dal fatto che sono stati creati lo stesso giorno (Gen 1,24-31) e dal comando di Dio di Noè di salvare una coppia di ogni specie dal diluvio imminente (Gen 6,19 ). E’ molto significativo che Dio mostri particolare attenzione alla conservazione del regno animale. Spesso nelle Vite dei Santi incontriamo storie sui rapporti meravigliosi tra Santi e animali, anche feroci, che in altre circostanze sarebbero stati tutt’altro che amichevolmente disposti verso l’uomo. Questo, naturalmente, non è dovuto alla loro natura malvagia, ma alla resistenza dell’uomo alla grazia di Dio e la sua successiva rotta di collisione con gli elementi e le creature della natura. Inoltre, un’ulteriore conseguenza della rottura del rapporto tra Adamo ed Eva e il loro Creatore, Dio, è stata l’interruzione del loro rapporto con l’ambiente: “Maledetto il suolo per causa tua! Con dolori ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba dei campi. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gen 3,17-19); la riconciliazione dell’uomo con Dio comporta la sua riconciliazione con gli elementi della natura.”

Settembre, almeno a Milano, è stato “battezzato” con un bel temporale. All’alba c’era una luce strana e dopo qualche minuto è iniziato a piovere, seguito da numerosi lampi e tuoni. Questo è naturale e normale dopo il caldo dei giorni scorsi, ma la gente, dopo essersi lamentata del caldo, del sole, ora si lamenta dell’acqua, senza rendersi conto delle contraddizioni che mette nel descrivere le cose. Alcune volte basterebbe soffermarsi e ascoltare la natura, vi assicuro che ci si riesce anche a Milano, perchè questa ci parla e regola le nostre vite.Riflesso dopo un temporalefoto – Riflesso dopo un temporale