Il comico, il cardinale e Milano

Meravigliose parole e meraviglioso augurio!!! Preso da Popoli

Il comico, il cardinale e Milano
30 settembre 2011
Ieri sera a Milano il cardinale Angelo Scola ha incontrato il mondo ambrosiano della cultura e della comunicazione. Tra coloro che hanno rivolto un saluto al neo arcivescovo anche Giacomo Poretti, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, collaboratore fisso di Popoli con la rubrica “Scusate il disagio”. Per gentile concessione dell’autore, pubblichiamo il testo integrale del suo intervento, uno strepitoso mix di ironia e profondità.
Eminenza,
nel rivolgerle il mio più caloroso saluto le devo anche porgere le mie scuse perchè il mio non sarà un racconto fedele né tanto meno realistico sulla città, quanto piuttosto la confessione di un innamorato, spero quindi che Lei vorrà perdonare i sentimentalismi e gli eccessi di fantasia, ma forse l’amore e la fantasia, anzichè aggiungere e deformare la realtà, la denudano nella sua semplice bellezza.
Due cose sono state fondamentali per la mia vita: Milano e i preti.
Tra me e Milano è stato un amore a prima vista. Con i preti invece…ci ho messo un po’ di più.
La prima volta che sono venuto a Milano avevo 5 anni ed ero alto 90 cm, ero in compagnia del mio papà, che benchè ne avesse 30 di anni, superava di poco il metro; siamo entrati nello stadio di San Siro per vedere una partita di calcio e siccome all’epoca si stava in piedi (era il 1960!), né io né il mio papà riuscivamo a vedere niente, allora il papà mi ha messo sulle sue spalle ed io dovevo raccontargli che cosa succedeva, solo che non conoscevo le regole del gioco e nemmeno i nomi dei giocatori, allora il papà mi ha preso in braccio e mi ha detto: “va bene ci tornerai quando sarai più grande, ma almeno ti è piaciuto qualche cosa?”  “Sì, ho risposto, mi è piaciuta quella squadra con le maglie nere e azzurre!”
Quando siamo arrivati a casa il papà ha detto alla mamma:  “Oggi a Milano questo bambino ha scoperto la fede!”
Poi sentivo a tavola che i miei genitori dicevano che la fede andava coltivata, e per far questo mia madre mi mandava in chiesa e all’oratorio del paese, il mio papà invece mi portava a vedere l’Inter a San Siro.
All’oratorio ci andavo tutti i giorni, allo stadio una domenica sì e una no.
C’è stato un periodo che la mia squadra vinceva molti scudetti e allora il mio papà mi portava in piazza Duomo a festeggiare. Quando tornavamo a casa alla sera  la mamma ci chiedeva dove eravamo stati, il papà diceva…siamo stati in Duomo perchè il bimbo voleva dire una preghiera di ringraziamento alla Madonnina…
la mamma commossa aggiungeva: vista la sua devozione questo bambino bisognerà mandarlo in seminario!
Non saprei dire se malauguratamente o per fortuna, la mia squadra a un certo punto ha smesso di vincere, io ci rimanevo male, ed anche la mamma non si dava pace di come io avevo smesso di pregare e ringraziare la Madonnina.
Nel frattempo continuavo a frequentare l’oratorio del paese; un giorno il prete, don Giancarlo, che amava Pirandello e Shakespeare, almeno quanto i santi Pietro e Paolo, decise di allestire uno spettacolo teatrale e siccome il cast prevedeva oltre agli adulti tre bambini, uno grassissimo, uno altissimo e uno bassissimo, io saltai direttamente il provino ed esordii a teatro come l’attore più basso che avesse mai calcato le scene.
All’epoca ero affetto da un complesso di inferiorità per cui era una tragedia quando entravo in scena, mi collocavo di fianco al bimbo altissimo, e la gente rideva. Il prete mi disse che dovevo sfruttare i talenti che mi aveva regalato il Signore. A me sembrava crudele, sia il Signore sia don Giancarlo. Ma il don insisteva: la tua bassezza ti regalerà un sacco di soddisfazioni. Che cosa!? quel corpicino che non si decideva a crescere? io intanto non mi fidavo del don e continuavo a chiedere nelle mie preghiere al Signore di portarmi un pallone di cuoio e di farmi diventare alto 1metro e 85. Lei lo confermerà, Eminenza, il Signore ti ascolta sempre ed esaudisce tutte le cose che chiedi, solo che devi essere abile nel distinguere la differenza tra alto e grande….. finalmente un giorno ho capito, aveva ragione don Giancarlo, il teatro era  il gioco più bello del mondo.
Mi ricordo di essermi detto: io voglio fare l’attore. Solo che per fare certi mestieri ti tocca venire a Milano: per fare l’attore e l’Arcivescovo bisogna venire a Milano
Milano è molto diversa da quella degli anni ’60 ma è pur sempre bellissima e stranissima. Per esempio è una città dove ci sono più semafori che alberi, più discoteche che licei classici, più ritrovi per happy hours che librerie, i telefonini invece sono pari con le automobili: 2 per ogni milanese; se per caso le capiterà di andare a fare un giro di sera per la città nei mesi invernali, non le sarà difficile incontrare dei cani con il piumino e degli uomini in canottiera. Milano è strana.
A Milano i parchi sono merce rara e perciò affollattissimi: nonni che accompagnano i nipotini, badanti che accompagnano i nonni, tate che accompagnano i nipotini, amiche delle tate che fanno compagnia alle badanti, insomma, senza contare i genitori che sono da qualche parte della città ad alzare il pil della nazione, ogni nucleo famigliare è composto da almeno 10 o12 elementi, questo spiega, forse, l’enorme impulso dell’edilizia che ha avuto la nostra città recentemente.
Milano è una città tutto sommato ordinata, non vedrà mai code, tranne che per i saldi in Via Montenapoleone o fuori dalla Caritas per il pane quotidiano, si rassicuri, Eminenza, c’è più gente in coda per il pane che non per il pret a portè, anche se a Milano, si tappi le orecchie,… si vendono più maglioni di cachemire che non copie della Bibbia……
A Milano poi c’è un’aria particolare: invece dell’ossigeno, noi a Milano abbiamo il pm10, i tecnici assicurano che a Milano l’aria è sempre stata così, probabilmente fin dai tempi del pleistocene…A parole tutti dicono che Milano è brutta e invivibile, che l’aria è irrespirabile, ma alla fine vengono tutti qua: han cominciato i barbari, gli spagnoli, i francesi, gli austriaci, i meridionali, adesso addirittura vengono da paesi lontanissimi con lingue e dialetti difficilissimi, ma alla fine mi creda se riamo riusciti a capire i pugliesi e quelli della basilicata riusciremo a comprendere anche quelli che vengono dalla Tunisia o dalle Filippine, dopotutto non credo che il cous cous sia più difficile da digerire della caponata con le melanzane fritte. L’unico pericolo è che stando a Milano si diventa un po’ bauscia, ci si sente superiori rispetto agli altri. Mio papà, quando mia sorella ha detto che aveva un fidanzato, le ha chiesto: “sarà minga un terun?”. Dopo una settimana di broncio, gli è passata. Ora ho saputo che mio cognato, il terun, quando sua figlia di 16 anni si è messa a frequentare un ragazzo, lui preoccupato le ha chiesto: “sarà mica un extracomunitario?” C’è sempre qualcuno più a sud di noi da farci sentire superiori; capita anche a quelli di Helsinki che considerano terroni quelli di Copenaghen, la stessa cosa capita tra quelli di Chiavenna e quelli di Malgrate (vero, Eminenza?).
A Milano chiude un cinema all’anno e ogni anno sorgono 10 sushi bar, anche i teatri non se la passano tanto bene: li abbattono per costruirci dei parcheggi o dei supermercati, poi prendono l’insegna e la mettono sopra un tendone di plastica, un teatro dentro un involucro di plastica si sente provvisorio, i teatri a Milano sono a rischio un po’ come la michetta, la nebbia e la caseula…….ma Lei  lo sa, Eminenza, che nella sua enorme parrocchia, nei suoi oratori, ci sono circa 120 sale per proiettare film e fare spettacoli teatrali? Io le prometto di non perdere di vista Dio, ma Lei cerchi di non perdere di vista gli oratori, raccomandi ai suoi preti di avere a cuore sant’Ambrogio, san Carlo, ma anche Shakespeare,  Pirandello, Dostoevskij, Clint Eastwood e Diego Milito, Lei non immagina che regalo che può fare ai ragazzi : uscire dall’oratorio con la consapevolezza di aver imparato i giochi più belli del mondo: il calcio, il cinema e il teatro!
E poi le do un consiglio: Milano è di una struggente bellezza, o al mattino presto o la sera molto tardi, quando quasi tutti dormono; prenda, se può, una bicicletta,…(non ci scriva sopra proprietà dell’Arcivescovado, se no gliela fregano subito) una bici normale…. e vada in piazza dei Mercanti, si spinga fino nelle stradine del Carrobbio, passi davanti al palazzo degli Omenoni, continui fino davanti alla casa del Manzoni, faccia altre due pedalate fino piazza san Fedele, in quella Chiesa abbiamo battezzato nostro figlio, continui, continui a padalare…e poi capirà perchè Milano ha affascinato Visconti, Olmi e perchè due tipi straordinari come Zavattini e De Sica hanno raccontato di un Miracolo a Milano, pedali e poi si fermi dietro al Duomo dove c’è quell’albero bellissimo, di fronte alla libreria san Paolo, si sieda per terra e legga pure un libro, le assicuro che in quel silenzio e in quella magica pace tante cose diventano comprensibili, persino i passaggi più oscuri di Heiddegger…e capirà che Milano le sarà entrata nel cuore.
Prima di rientrare a casa si ricordi di chiudere la bicicletta con il lucchetto.
E va bene noi cercheremo di non perdere di vista Dio, ma lei, che, se posso dirlo, è un po’ come il Sindaco delle anime, ci aiuti a non perder la strada per la Madonnina.
E che Dio non perda di vista il suo Vescovo e Milano!
Giacomo Poretti

Uk, 90enne corre maratona di nascosto – Corriere della Sera

 

Ventun chilometri e 97 metri: questo era il tragitto che Wilf Cooper percorreva trionfante nella mezza maratona, altrimenti detta maratonina, alla quale partecipava gonfio di orgoglio da ben sette anni e a totale insaputa della signora Sylvia, sua sposa da 67 anni. Era la sua vita segreta, che proteggeva dai giudizi e dalle preoccupazioni della moglie, dei sette figli, dei quattordici nipoti e degli undici pronipoti che compongono la famiglia Cooper.

 

UNA BUGIA BUONA – Raccontare una bugia ingenua, soprattutto dopo quell’infarto che aveva avuto all’età di settanta anni: forse anche questo è amore. Wilf Cooper novantenne di Bristol diceva alla moglie di andare semplicemente ad assistere alle gare dando una mano all’organizzazione, ma in realtà, infilate un paio di scarpe adatte, prendeva parte alle competizione. L’arzillo signor Cooper ha partecipato alla sua prima mezza maratona a 83 anni e da allora ne ha corse parecchie, con un record personale di 3 ore, 11 minuti e 36 secondi a fronte di quello assoluto che è di 58 minuti e 23 secondi. Ma ora la sua seconda vita è stata scoperta dalla moglie, anche lei novantenne, che lo ha visto correre in tv e, pur preoccupata, non intende intralciare la carriera sportiva del marito.

 

IL VICINO DI CASA IMPICCIONE – E’ stato il solito vicino un po’ intrigante a segnalare alla signora Sylvia il dolce inganno del marito, giurando e spergiurando di averlo visto in televisione. La moglie “tradita”, dopo un primo momento di sgomento, ha saputo capire Wilf che correndo partecipava anche a una raccolta fondi per il St Peter Hospice, residenza per anziani dove vive un amico malato di tumore. Un nobile gesto, insomma, e una forza di volontà encomiabile da parte di questo anziano signore che ha continuato (e speriamo possa ancora continuare) a correre anche a dispetto di una spalla slogata e una costola rotta. Si allena facendo le scale, il signor Cooper e non ha alcuna intenzione di smettere. “Anche se mia moglie ora conosce il mio segreto, correrò ancora”, promette Wilf, forte dell’amore della sua sposa che si è dichiarata pronta a sostenerlo. E basta guardarlo mentre sfreccia felice per capire che il grintoso novantenne non si fermerà. Del resto di over ottanta che continuano a gareggiare se ne contano parecchi. Un esempio per tutti John Whittemore, incoronato come the world’s oldest athlete (l’atleta più vecchio del mondo), che nell’ottobre del 2004, poco prima di compiere 105 anni, si è cimentò nel lancio del giavellotto e del disco dichiarando: “Se non me lo tiro sui piedi, ora faccio il record del mondo”. Emanuela Di Pasqua

 

Giornata per la salvaguardia del creato

Oggi è la Giornata del Creato.
Il creato può essere visto come l’ambiente che ci circonda o come il Dono che Dio ha fatto all’uomo… comunque come la si pensi al riguardo, questo va salvaguardato.
Giusto lo scorso week-end ho passato una due giorni a parlare del Creato e al significato della storia della creazione nel libro della Genesi. Partendo da questo e dalla lettera del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli lascia questa lettura e questa riflessione.

“Il nostro ambiente, come sappiamo, è composto da terra, acqua, sole e aria e anche, naturalmente, fauna e flora. L’uomo può sfruttare la natura a suo vantaggio fino ad un certo limite che garantisce la sostenibilità delle risorse energetiche consumate e salvaguarda la riproduzione di tutte le creature viventi. In effetti, questo sfruttamento della natura in senso buono è esplicito comando di Dio per l’uomo prima della sua caduta nel peccato. La trasgressione di questo limite, però, che è stata una caratteristica degli ultimi due secoli della storia umana, e ha condotto alla distruzione dell’armonia dei costituenti naturali dell’ambiente, al loro logoramento e, alla lunga, alla morte del creato e dell’uomo stesso che non può sopravvivere in eco-sistemi che sono diventati sbilanciati in un modo irreversibile.[…] Lo stretto rapporto dell’uomo con gli animali è dimostrato dal fatto che sono stati creati lo stesso giorno (Gen 1,24-31) e dal comando di Dio di Noè di salvare una coppia di ogni specie dal diluvio imminente (Gen 6,19 ). E’ molto significativo che Dio mostri particolare attenzione alla conservazione del regno animale. Spesso nelle Vite dei Santi incontriamo storie sui rapporti meravigliosi tra Santi e animali, anche feroci, che in altre circostanze sarebbero stati tutt’altro che amichevolmente disposti verso l’uomo. Questo, naturalmente, non è dovuto alla loro natura malvagia, ma alla resistenza dell’uomo alla grazia di Dio e la sua successiva rotta di collisione con gli elementi e le creature della natura. Inoltre, un’ulteriore conseguenza della rottura del rapporto tra Adamo ed Eva e il loro Creatore, Dio, è stata l’interruzione del loro rapporto con l’ambiente: “Maledetto il suolo per causa tua! Con dolori ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba dei campi. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gen 3,17-19); la riconciliazione dell’uomo con Dio comporta la sua riconciliazione con gli elementi della natura.”

Settembre, almeno a Milano, è stato “battezzato” con un bel temporale. All’alba c’era una luce strana e dopo qualche minuto è iniziato a piovere, seguito da numerosi lampi e tuoni. Questo è naturale e normale dopo il caldo dei giorni scorsi, ma la gente, dopo essersi lamentata del caldo, del sole, ora si lamenta dell’acqua, senza rendersi conto delle contraddizioni che mette nel descrivere le cose. Alcune volte basterebbe soffermarsi e ascoltare la natura, vi assicuro che ci si riesce anche a Milano, perchè questa ci parla e regola le nostre vite.Riflesso dopo un temporalefoto – Riflesso dopo un temporale

Cometa Holmes

Stasera, essendo sparite le nuvole, ho potuto osservare con il binocolo la cometa Holmes, che è anche visibile ad occhio nudo.
Riporto qui l’articolo tratto da "La Repubblica" di alcuni giorni fa:
 
Sorpresa della cometa Holmes:
potete vederla a occhio nudo
PIERO BIANUCCI

C’è una cometa visibile a occhio nudo, contro ogni previsione. E’ la cometa periodica Holmes, scoperta dall’astronomo dilettante britannico Edwin Holmes il 6 novembre del 1892. Di solito anche nei suoi passaggi ravvicinati questa cometa è visibile solo con potenti telescopi. Invece improvvisamente il 24 ottobre la sua luminosità è aumentata di due milioni di volte, dalla diciassettesima alla seconda magnitudine in poche ore. Può essere una eccezionale ripresa di attività del suo nucleo surriscaldato dai raggi del Sole. Ma può essere anche il suo spettacolo di addio: quando una cometa si sgretola spezzandosi in due o più frammenti capita che la sua luminosità aumenti vistosamente perché nella frammentazione si liberano grandi quantità di polveri e gas.

Ad accorgersi per primi dell’improvviso flash della cometa p/17 Holmes sono stati alcuni astrofili spagnoli nella notte del 24 ottobre, prima dall’isola di Tenerife (Canarie) e poi da Barcellona. Poche ore dopo notavano il fenomeno anche gli astrofili italiani Ernesto Guido e Giovanni Sostero del gruppo AFAM , che lavoravano con telescopio situato nel deserto del New Mexico (Usa) ma teleguidato da Remanzacco, un paese in provincia di Udine. Segnalazione e foto sono stati subito inviati all’Unione Astronomica Internazionale, che a sua volta ha rilanciato la notizia con la circolare n. 8886.

Sandro Baroni, astrofilo milanese, dal suo osservatorio “Studium” la notte del 28 ottobre ha stimato la luminosità della cometa Holmes intorno alla magnitudine 2,5 e il diametro della sua chioma di 8 primi d’arco, cioè poco meno di un terzo del diametro della Luna piena. La cometa Holmes si trova attualmente nella costellazione di Perseo, e quindi è osservabile a Nord-Est appena scende il buio. Al momento è circumpolare, e quindi rimane visibile per tutta la notte, compiendo un largo giro intorno alla Stella Polare, rispetto alla quale ha all’incirca la stella luminosità, anche se è più difficile scorgerla in quanto la sua luce si ripartisce su una superficie ampia quanto la sua chioma. Per adesso non si nota nessuna coda, ma non è detto che si manifesti nei prossimi giorni. L’aspetto ricorda quello della cometa Iras comparsa all’inizio degli Anni 80, anch’essa quasi priva di coda ma circondata da una chioma ampia e vaporosa..

Le comete riservano spesso sorprese. Alcune, annunciate come molto luminose, quando poi passano al perielio (il punto della loro orbita più vicino al Sole), deludono le aspettative. Il caso più noto è quello della cometa Kohoutek, che nel 1973 ci si aspettava diventasse luminosa come Venere e invece si scorgeva a fatica con il binocolo. In altri casi, invece, comete modeste manifestano forti e inattese impennate di luminosità. La cometa Holmes appartiene a questa seconda categoria. Pare che anche quando fu scoperta nel 1892 fosse in un periodo di brillantezza insolita. Holmes la notò per caso mentre puntava il suo telescopio verso la galassia di Andromeda. Sono poi stati osservati due passaggi, nel 1899 e nel 1906. Ritrovata nel 1964, la cometa Holmes da allora aveva fatto perdere le sue tracce. Il periodo orbitale è di 7,9 anni.

Ferie!!!

Eh si… anche io vado in ferie.
Ho appena fino di lottare con una jsp bastarda
 
Ora mi aspettano due settimane di riposo: la prima in campagna nel mantovano, la seconda non so ancora se un mini-trekking o un po’ al mare.
 
Prima di partire, navigando su internet, ho trovato il mio nome in cinese (dopo aver scoperto di essere stato un merluzzo nell’anno mille dovrei essere passato anche per la cina)
 
 

Verità sul Codice :-)

Ciao a tutti.
Daw Brown non ha rivelato niente di eccezionale al mondo perchè nel 1997, io e altre due persone, avevamo già decifrato il codice di Leonardo e avevamo posto il nostro vessillo sul posto indicato nel manoscritto del grande “genio”.
Ed ora un mio amico ha ritrovato la foto che è destinata a cambiare la storia. Quella foto che era scomparsa ora è riemersa e possiamo finalmente attribuire la magnificenza della scoperta ai veri protagonisti della storia: Io, Ore e Gigi (in ordine di apparizione della foto).
Si trattava del 1997 e noi, con la scusa di partecipare ad una giornata mondiale della gioventù, ci siamo inoltrati, infiltrati, mischiati e nascosti in mezzo a milioni di giovani.
Giunti sul luogo da noi scoperto non potemmo far altro che far finta di essere turisti e farci fotografare nella posa stupida del tipico turista italiano.
La bandiera italiana è stata piantata come quando si arriva in cima ad una vetta per segnalare che si è i primi, purtroppo, per le norme del luogo, non c’è stato possibile lasciarla li ma simbolicamente è ancora piantata in quel luogo remoto.
Chi volesse leggere il libro è vivamente sconsigliato di guardare la foto, anche se, presumo, il blog l’ha già mostrata e per questo motivo non scendo più nei dettagli della descrizione della nostra scoperta, che si dissocia leggermente da quanto scritto da Brown.
Ed ecco qui sotto la rivelazione con la foto che mostra la nostra scoperta:
dan_brown_ridotto

La Pubblicità di Dio

Ieri al gruppo dei miei Ado è venuta a trovarci Lauretta.
Lauretta vive a Roma, dove svolge servizio di volontariato a favore di bambini affetti da tumore. E’ un’apprezzata autrice di favole che ha pubblicato «Il bosco dei lillà», «Latte e miele» e altri libri di favole che sono nate dall’esperienza con i bambini in ospedale; sono favole dal sapore antico ma che agli adulti comunicano un messaggio forte e profondo.
Ieri ci ha raccontato la favola che gli è stata ispirata da Giupy, morto tre anni fa, che aveva accettato la sua malattia e il suo destino leggendo il «Il bosco dei lillà».
La favola è un po’ lunghetta, poi ieri mi sono dimenticato di chiedere a Lauretta se potevo pubblicarla su un blog, se riuscirò a sentirla e mi darà il permesso la pubblicherò in un futuro intervento.
Ma vieniamo al perchè del titolo di questo intervento: il perchè è molto semplice e dato che nella favola si parlava della Parola Vera scesa sulla terra per farsi ascoltare ma sempre accantonata da tutti quelli che si presentava, soprattutto sommarsa dal caos dei "Media", Lauretta ha proposto un "gioco" che consisteva di prendere delle riviste, guardare la pubblicità e sciegliere le parole di una pubblicità che potessero accostare la parola "Dio" al posto di quella del prodotto. Un esempio per far capire meglio: "Che mondo sarebbe senza Nutella" diventa "Che mondo sarebbe senza Dio"!!!
Non sapete quante ne sono state trovate, abbiamo fatto due cartelloni pieni!!!
Credo che ogni tanto capiterà che uno dei ragazzi (anche io)  guardando una pubblicità penserà magari al racconto e sostituirà il prodotto con Dio ricordansosi così un po’ più spesso di Lui.
Provate a farlo quando vi capita un giornale, una rivista, un popup (siamo nell’era di internet) sotto gli occhi!
E non mi resta che chiudere con: "Buona Pubblicità a tutti!!!"

Tobia e l’Angelo Custode

Chi non conosce la storia di Tobi e Tobia personaggi della Bibbia?
Vedo molte mani alzarsi, quindi faccio un rapido riassunto della loro storia:
"Stranieri in una terra che non li vedeva di buon occhio, continuavano a lodare il loro Dio nonostante le difficoltà e il rischio di venire uccisi per la loro religione. Tobi rimane accecato e manda suo figlio in un lungo viaggio e Dio ascolta la preghiera di Tobi e gli manda un Angelo come compagno di viaggio per suo figlio Tobia. L’Angelo Raffaele sarà consigliere e guida per Tobia lungo il suo viaggio che lo porterà a conoscere Sara, che sposerà dopo che lei aveva avuto sette mariti morti la prima notte di nozze per colpa di un demone, fino al ritorno a casa dove guarirà il padre ridonandogli la vista, tutto sempre seguendo le indicazioni di Raffaele."
Questo libro della Bibbia è molto bello e ricco di significati e ci indica che Dio mette al nostro fianco un Angelo: l’Angelo Custode (infatti possiamo considerare Raffaele il primo angelo Custode della storia)!
Il consiglio che ho dato ai miei ragazzi è quello di pensare ad un nome da dare al loro Angelo Custode (suggerimento che a mia volta fu dato dalla madre superiora delle suore di Madre Teresa di Milano molti anni fa).
In questo modo sarà come avere una persona "vera" al loro/nostro fianco, con cui spesso ci possiamo consiglirare, attraverso la preghiera,  per farci indicare qual’è la strada migliore da seguire.